Articoli per la tua crescita personale


È tutta qui la vita che vuoi vivere?

Più mi guardo attorno e più tutto mi sembra perfetto.

Oddio: noi esseri umani facciamo davvero tanto per rendere questo pianeta un posto ostile, ma fermati un secondo e guardati in giro: a livello STRUTTURALE il mondo è qualcosa di perfetto. Dagli atomi, alle cellule, alle stagioni, al mare, ai monti, la natura… tutto funziona con meccanismi praticamente perfetti. Ed è così da milioni di anni!

E poi ci siamo noi, l’Uomo, TU ed IO, anche noi in qualche modo perfetti: possiamo respirare, muoverci, interagire tra di noi e con il mondo stesso. Possiamo avere una vita anche pietosa, ma a livello strutturale non siamo mica male, anzi!

Qui sembra tutto così perfetto che mi viene spontaneo chiedermi che senso abbia la nostra stessa esistenza. Cioè: ha davvero senso vivere per guardare schermi e pagare bollette?
Non ci credo. NON CI VOGLIO CREDERE! Siamo capaci di andare sulla Luna e non di vivere una vita appagante?

Purtroppo sì.

Noi essere umani siamo tanto perfetti, ma anche incredibilmente “stupidi”: da piccoli impariamo a vivere dentro una scatola e da grandi non sappiamo uscirne. Se, da bambino, hai imparato che non ti meriti di vivere la vita dei tuoi sogni, quando sei adulto non ti chiedi se sia vero oppure no: ci credi. Ci credi così tanto che, inconsciamente, fai di tutto per provare a te stesso a agli altri che hai ragione. Che le cose stanno così davvero.

MA NON È VERO. NON È VERO!

Che tu ci creda o no, puoi uscire da certe dinamiche e da certe convinzioni che hai. Puoi smettere di assumere che la tua vita sia tutta qui, e iniziare a vivere davvero.

E per farlo devi fare solo una cosa: SCEGLIERE DI NON ACCONTENTARTI.
Scegliere di andare oltre a quello che credi, pensi, immagini. Scegliere di uscire da questa scatola che ti sei scelto quando eri piccolo, e INIZIARE A VIVERE.

FERMATI.
FAI UNA PAUSA.
RESPIRA PROFONDAMENTE.

È tutta qui la vita che vuoi vivere?

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Emanuele Fortunati
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Immagino un Mondo dove tutte le persone possano esprimere il proprio talento e vivere la vita dei propri sogni, perché non voglio credere che siamo su questa Terra solo per pagare bollette e comprare cellulari.
La mia missione è mostrarti come puoi usare le risorse che hai già dentro di te e fare della tua vita un sogno, e di ogni tuo sogno una realtà.

Come aumentare la fiducia in se stessi… senza aumentarla!

“Se non credi in te stesso, chi ci crederà?”

Già, chi ci crederà? La frase mi rimbomba ancora in testa, nonostante siano passati almeno 20 anni da quel pomeriggio. Ricordo che stavo passando per il salotto, e che i miei occhi furono catturati dalla sagoma di Kobe Bryant, leggenda della pallacanestro, che la tele proponeva durante la pubblicità. Ricordo queste voci che cercavano di dissuadere Kobe, e di come lui, invece, le mette a tacere, prima di fare l’ennesimo canestro. È lì che si gira, e dice la celebre frase “Se non credi in te stesso, chi ci crederà?”.

Fu proprio in quel momento che capii di avere zero speranze di avere successo nella vita: io di fiducia in me stesso non ne avevo per niente.

E, infatti, pur amando il calcio facevo pena, pur amando l’arte facevo pena, pur amando cantare… beh, hai capito. La mia intera vita sembrava la dimostrazione ultima e inconfutabile che senza credere in se stessi non si va da nessuna parte.

Quando non hai fiducia in te stesso ti senti sempre inferiore agli altri, il mondo ti crolla continuamente addosso e fai una grande fatica a gestire problemi e situazioni. Tutto sembra maledettamente complicato.

E io purtroppo non mi sono mai voluto arrendere, e dico purtroppo, perché mi fossi rassegnato ad una vita deludente, forse mi sarei risparmiato tanto dolore. E invece no: ho fatto della mancanza di fiducia in me una questione personale, era come una malattia che dovevo curare a tutti i costi. Così ho fatto corsi su corsi, ho ascoltato psicologi ed esperti, ho fatto esercizi di postura perché dicono che come ti poni fisicamente ti può cambiare interiormente. Ma nulla.

QUANDO TUTTO CAMBIÒ

Finché un giorno mi venne fatta questa domanda: “Perché non hai fiducia in te stesso?

Mi fermai un attimo a riflettere: non lo sapevo. Avevo sempre pensato di essere nato così, ma non aveva senso: un bambino quando nasce che ne sa di cosa voglia dire credere in se stesso?

Fu in quel momento che capii che la fiducia in se stessi si guadagna o si perde per strada, a seconda delle esperienze che si fanno nel corso della vita, e anche di come sei stato educato da bambino. E non sono neanche tanto le esperienze in sé, capii dopo, quanto il significato che diamo a quelle esperienze.

Pensavo che di fronte ad una sconfitta o un fallimento, ad esempio, chi crede in se stesso va dritto come un treno, chi non ci crede, invece, cade e ci mette una vita a rialzarsi, se si rialza.

Ma in realtà non è la fiducia in se stessi a determinare come si reagisce ad un evento, quanto il significato che la nostra mente dà all’evento stesso.

E ora tieniti forte: il significato che la mente dà ad un evento è del tutto arbitrario, non si basa, cioè, su niente di oggettivo o reale.

Se, ad esempio, Giulia crede ci sia qualcosa che non va in lei fisicamente, ad ogni sguardo che riceve penserà di essere giudicata; al contrario, un’altra persona può pensare che ne stiano ammirando il bel modo di vestirsi.

Dato che Giulia non può leggere nel pensiero di chi la sta guardando, la sua mente assume che le cose siano in un certo modo, basandosi su esperienze passate o convinzioni inconsce. Poi, si comporta di conseguenza.

Morale della favola: tutte le tue azioni (o esitazioni) si basano su cosa la tua mente assume di volta in volta. Non dipendono, quindi, da quanta fiducia hai o non hai in te stesso. Quella è solo una conseguenza.

Ecco perché anche senza avere fiducia in se stessi si possono compiere azioni straordinarie e raggiungere i propri obiettivi. Ovviamente concordo con te che credere in se stessi aiuti 😉

CALL TO ACTION

È chiaro che se vuoi aumentare la fiducia in te stesso, quello che devi fare è iniziare ad agire in favore dei tuoi obiettivi, così che ogni risultato, anche piccolo, ti aiuti ad acquistare fiducia nei tuoi mezzi.

Se, però, come me hai la fiducia sotto i piedi, come puoi sbloccarti ed iniziare ad agire?

Ecco quello che faccio io quando mi sento bloccato per mancanza di fiducia in me stesso:

  1. Mi chiedo perché mi sento sfiduciato, ovvero cos’é che di preciso mi fa sentire senza fiducia.
  2. Individuato il motivo, mi chiedo cosa la mia mente sta assumendo.
  3. Continuo ad andare in profondità chiedendomi perché la mia mente sta assumendo quella cosa.
  4. Ad un certo punto è ovvio che le assunzioni si basano sul nulla. Lì, di solito, sento un senso di libertà incredibile!
  5. A quel punto, mi chiedo qual è il risultato positivo che voglio ottenere e, chiudendo gli occhi, mi immagino mentre l’ho realizzato.
  6. Quando sento l’energia di quel risultato, apro gli occhi e agisco.

 

Buon lavoro!

 

PS: condividi pure la tua esperienza nei commenti, così tutti ne possiamo fare tesoro.

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Emanuele Fortunati
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L’importanza di avere obiettivi nella propria vita

Allaccio bene le scarpe, mi sistemo il cappellino e via: eccomi di nuovo a correre tra le montagne. Non importa quanto sia freddo, non importa se piove, perché l’appuntamento con la corsa è per me come il compleanno dei miei figli: non si può saltare.

Nonostante sia terribilmente faticoso, adoro correre in montagna perché mi permette di connettermi con me stesso, e di lasciarmi alle spalle ansie e preoccupazioni. Ma soprattutto, è durante la corsa che mi vengono le idee migliori per i miei articoli, o per un nuovo workshop.

Proprio ieri, mentre correvo, pensavo a quanto sarebbe ancora più difficile correre, se non avessi una meta, o un determinato obiettivo da raggiungere. Pensavo a quante volte sarei tornato indietro dopo pochi minuti, se non avessi avuto l’ambizione di voler arrivare in cima al monte, o alla fine del sentiero.

E mentre riflettevo su queste cose, mi sono reso conto di quanto avere obiettivi sia fondamentale non solo nello sport, ma nella vita stessa.

Mi sono immaginato, per un secondo, come sarebbe la mia vita, senza quei 10 obiettivi a lungo termine che ho scelto di seguire: una totale confusione!

Sarei probabilmente perso dietro mille progetti che non finirei mai, in costante stato di stress e frustrazione. Azz, ora che ci penso quella era la mia vita fino a qualche anno fa… ahhhh!

Donna che urla in preda al panico

Devo essere sincero: non avere obiettivi nella vita è come svegliarsi di notte per andare in bagno, ma al buio e senza sapere dove sia il bagno. Un delirio!

Senza obiettivi, infatti, ci si ritrova a vagare senza meta, si entra in circoli viziosi di noia e procrastinazione, si perde un sacco di tempo dietro cose che non contano nulla. Perché quando non hai qualcosa di davvero importante per te da fare, finisce che impieghi il tuo tempo a guardare Netflix, o a scrivere post su Facebook su quanto patetica sia la politica italiana, per poi deprimerti ancora di più.

E non basta avere 2-3 obiettivi su temi specifici, come ad esempio perdere peso, o portare a termine un determinato progetto: senza avere obiettivi di vita, cioè di più ampio respiro, difficilmente si può arrivare alla realizzazione personale, al dare un significato alla propria vita.

Quando un nuovo cliente mi chiede di lavorare su un obiettivo specifico, sul quale magari è bloccato, chiedo sempre quale sia l’essenza di quell’obiettivo, cioè cosa vuole ottenere nella propria vita con quell’obiettivo.

Ed ecco che un semplice “perdere qualche chilo di troppo”, si trasforma in “stare bene con se stessi”, che non solo ha un raggio molto più ampio, ma indica anche una direzione diversa e ben più precisa. Un conto, infatti, è imporsi una dieta ferrea e arrabbiarsi con se stessi quando si sgarra, un altro conto è iniziare a dare a se stessi valore e amore, e vedere quali risultati questo cambiamento ti porta.

Lo stesso vale in tutte le aree della tua vita: quando sai dove stai andando, è molto più facile arrivarci. È molto più semplice fare scelte coerenti e costruire relazioni con persone che vanno nella tua stessa direzione.

Uomo con navigatore

Mi sento di darti lo stesso consiglio che è stato dato a me qualche anno fa: fermati, fai un respiro profondo, e chiediti dove stai andando, che direzione hai scelto per la tua vita, a 360 gradi.

Se la risposta non ti arriva in mezzo secondo, o se ti arriva ma non ti eccita più di tanto, forse è tempo di definire quali siano le tue vere priorità di vita, e da lì, magari, formulare qualche obiettivo che ti aiuti a restare in pista.

 

Così come si può correre senza una meta, si può anche vivere senza una direzione. MA CON CHE FINALE?

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Emanuele Fortunati
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Non voglio credere che siamo su questa Terra solo per pagare bollette e comprare cellulari

Sogno un Mondo fatto di Amore.
Amore per sé stessi, per gli altri, per la Vita stessa. Un Mondo dove ognuno è libero di esprimere la propria vera natura, e vivere la vita che il proprio cuore sta suggerendo. Vivere della saggezza del proprio cuore. Ah!

Pensa: non sarebbe magnifico vivere in un posto dove ognuno si sente sempre innamorato?

Ti assicuro che ci sarebbero zero guerre, zero conflitti, (quasi) zero litigi: ognuno sarebbe troppo impegnato a gustarsi la vita che, non ci sarebbe spazio per nient’altro.

Ecco: un Mondo d’amore sarebbe decisamente un Mondo rilassato, tranquillo, senza fretta.
Sai, quella fretta dettata dal fatto che devi correre dietro ai soldi per pagare le bollette, le stesse bollette di quella casa in cui non ci stai mai, perché sei fuori a lavorare per pagare le bollette. (cit. Dalai Lama)

Quanto senso ha inseguire qualcosa che non è quello che realmente vuoi, perché potrebbe aiutarti a raggiungere qualcos’altro che, non è comunque ciò che realmente vuoi?
Non avrebbe più senso spendere il tempo lavorando con amore alle proprie passioni?

Lo so, pensi che ti stia parlando di un’utopia, di qualcosa di impossibile da realizzare.

E magari è vero, magari è davvero un sogno impossibile; eppure questa utopia, questo sogno magnifico è la sola ragione per cui vivo. La sola idea che esiste una possibilità su un triliardo di creare un posto del genere, è ciò che mi dà la forza di andare avanti. Di alzarmi la mattina e scegliere di coinvolgere più persone possibili in questa visione. E alzarmi la mattina seguente e farlo ancora e ancora e ancora.

Perché non posso credere che siamo su questa Terra solo per pagare bollette e comprare cellulari. Non voglio credere che, in un sistema matematicamente e fisicamente perfetto come l’Universo, la sola ragione per cui siamo qui, è guardare la nostra vita passarci davanti agli occhi.

Io non so se esiste un Dio, se esiste qualcosa di più grande di noi. Non so se ci sono creature più avanzate da qualche parte, o un Matrix dove ci stanno solo controllando. Non so se la realtà esiste davvero, o se come dicono alcune teorie alla fine siamo solo energia che vaga nel vuoto cosmico.

Quello che so, è che SIAMO QUI E ORA e che abbiamo una scelta: continuare ad aspettare il momento in cui saremo morti, oppure prendere in mano la nostra vita e farne un capolavoro. Un’opera d’arte sublime, fatta di pura espressione di sé e delle proprie passioni, dove i colori sono i nostri talenti e la tela bianca ci permette di creare qualsiasi cosa, perché ci sono infinite combinazioni di colori, forme e possibilità.

Se hai letto fino a qui, è perché dentro di te la fiamma della Vita è ancora viva, e sta solo aspettando la scintilla dell’amore per iniziare ad ardere con forza. E allora, cosa sta contenendo quel fuoco? Cosa ci sta impedendo, a noi Umanità, di vivere in questo Mondo da sogno di cui ti ho parlato?

La paura dell’ignoto, di esplorare quelle parti dentro noi stessi che non conosciamo.

E perché ne abbiamo paura?

Perché per entrare nell’Ignoto bisogna passare attraverso il corridoio della Verità. E, come si dice: “La verità fa male”. 
Pensa se scoprissi, come me, di aver buttato via gli ultimi 20 anni, inseguendo qualcosa che non era realmente ciò che desideravi? 
Pensa se realizzassi di aver messo su famiglia, con un uomo o una donna, che in qualche modo sapevi già non fosse la persona giusta? Saresti capace di ammettere e accettare questa verità scomoda? Questo errore madornale?
Saresti in grado di accettare che le tue paure e insicurezze hanno guidato la tua vita fino ad ora? Perché diciamocela tutta: se non stai vivendo la vita dei tuoi sogni, vuol dire che in qualche modo paure e insicurezze ti stanno condizionando.

Però permettimi di dirti una cosa: la verità fa male, ma rende liberi. Quanto puoi ammettere a te stesso di non essere perfetto, di aver fatto errori pesanti, di aver sprecato anni di vita dietro a frivolezze. Quando puoi guardare in faccia il fatto di aver vissuto una vita al 10% per gli ultimi 30 anni, allora SEI LIBERO di entrare nell’Ignoto e metterti davvero in gioco, perché non c’è più niente che possa davvero spaventarti.

E la sai qual è la cosa più bella e paradossale? Che al di là dell’Ignoto, che ti fa così paura, non si nasconde altro che la vita che il tuo cuore ti sta chiamando a vivere.

Mi viene in mente l’attore Will Smith che, per il suo 50esimo compleanno, ha deciso di buttarsi con il paracadute. Will racconta della paura folle che aveva, delle notti insonni aspettando il fatidico momento. Delle gambe ghiacciate prima del lancio.
Ma appena fatto il salto nel vuoto, racconta che dentro di sé sente l’emozione più bella e forte della propria vita: la gioia che si prova quando si vola.

Quando si sceglie di voltare la schiena alla verità, si sta scegliendo di salire sull’elicottero, e poi di voltarsi e tornare a casa senza essersi buttati con il paracadute.
Si sta scegliendo di chiudere le porte alla gioia, di aprire le ali e di iniziare a volare.
Volare verso quel Mondo di Amore, gioia, soddisfazione e realizzazione personale nel quale tutti, in fondo, vorremmo poter vivere. E che tutti insieme possiamo costruire, prendendoci per mano e semplicemente fidandoci della saggezza del nostro cuore.

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Come realizzarsi nel lavoro (senza sprecare 20 anni come me)

Ci ho messo più o meno 20 anni a trovare il lavoro che mi piace e che mi fa sentire realizzato, e tutto perché non ho mai avuto il coraggio di seguire le mie passioni, ma ho invece sempre optato per qualcosa che mi potesse garantire sicurezza e tranquillità.

O almeno: che pensavo mi potesse garantire sicurezza e tranquillità, perché di fatto la noia e lo stress di fare tutto il giorno qualcosa che non sentivo mio mi ha sempre spinto a cambiare, girare, lasciare per poi riprendere, abbandonare… con il solo risultato di alzare il livello di stress e abbassare quello di felicità.
Per non contare che nonostante le mie doti e il tanto duro lavoro io non abbia mai fatto una carriera decente, perché, per dirla diretta diretta, ho sempre remato contro me stesso. Solo che di tutto questo che ti ho scritto non me ne sono mai reso conto, almeno fino a 3 anni fa.

Un salto indietro nel tempo

Ma facciamo un salto indietro nel tempo: ultimo anno di scuole medie (20+ anni fa azz!). Iniziava quello che si chiamava orientamento alla carriera: una sorta di percorso per capire che studi intraprendere per, poi, fare un lavoro per il quale si fosse portati.

Non ricordo molto di quel percorso, se non che due aspetti di me fossero usciti in modo predominante: la voglia di esprimere la mia creatività (in particolare con l’arte e la scrittura) e il piacere di svolgere attività a contatto con le altre persone, meglio se potendole guidare o aiutare.

Ricordo di sentirmi davvero entusiasta perché, finalmente, erano usciti quei lati di me che più amavo, ma che avevo sempre un pò nascosto, per timore di non essere capito, o di essere messo nell’angolo (i bulli c’erano anche 20 anni fa).
Non vedevo l’ora di raccontarlo ai miei genitori. E lo feci di raccontare tutto, solo che la loro reazione non fu quella che mi aspettavo: nonostante fossero contenti per me, mi dissero chiaramente che con l’arte non si campa e che comunque non ero portato, e che di aiutare gli altri potevo sempre farlo nel tempo libero. Mi dissero che dovevo fare qualcosa per cui avevo talento, cioé buoni voti a scuola, e con la quale potevo fare una buona carriera. Purtroppo mi amavano così tanto da volermi proteggere da eventuali fallimenti e delusioni cocenti.

E io, che non ero mai stato un campione di coraggio, feci quello che ho sempre fatto: mi adeguai. E non tanto perché fossero i miei genitori, ma perché credevo davvero di non avere talento per l’arte e di non essere all’altezza di poter guidare o aiutare altre persone. E soprattutto perché non avevo ben chiaro cosa volessi davvero fare: amare la creatività e l’aiutare gli altri era troppo vago per poterci credere davvero. In fondo, mi sentivo quasi sollevato dal fatto che i miei genitori avessero scelto al posto mio.

Ma in realtà, avevo appena fatto lo sbaglio più grande della mia vita: avevo scelto di rigettare la mia vera natura, di chiudere in una cassaforte la voglia di esprimere chi sono e le mie passioni, avevo murato vivo il mio talento più grande.

Non c’è bisogno di descrivere i successivi 15 anni, bastano 3 parole per riassumerli: stress, collera, depressione.

Era come se sentissi un enorme vuoto dentro, che i successi lavorativi e i soldi non colmavano. E nemmeno una compagna e i figli. Quello che provavo era come quando si nuota contro-corrente: si fa tanta fatica ma non si va granché avanti.

Però ho stretto i denti, perché mollare avrebbe significato aver buttato via almeno 15 anni di vita; sarebbe stato come ammettere di aver sbagliato alla grande, quando scelsi di ripudiare le mie passioni.

E allora ingoia il boccone amaro e sorridi, sorridi ed ingoia, ingoia e sorridi, finché non c’è stato più niente da ridere perché la depressione ha preso il sopravvento: mi sono ritrovato senza più le forze per fingere di stare bene, e ho così dovuto lasciare il lavoro da programmatore, la squadra di calcio che allenavo, gli hobby. Quasi tutto il mio mondo insomma.

La svolta

Ma che tu ci creda o no, quello è stato il momento più importante della mia vita. Decisamente non il più bello, ma il più importante sì: ero arrivato così in basso che non avevo più nulla da perdere, ma tutto da guadagnare; finalmente avevo una scelta reale: potevo lasciarmi morire (sì, ci ho pensato), potevo rialzarmi e rimettermi a fare quello che avevo sempre fatto, oppure potevo CAMBIARE e lasciarmi guidare da quella parte di me che avevo ignorato per troppi anni.

Inutile dirti che se sono qui a scriverti è perché non ho mollato 🙂 Ma ho, invece, ascoltato quella piccola voce dentro di me che dopo quasi 20 anni ancora mi diceva la stessa cosa: creatività e guidare / aiutare gli altri.

Già, ma come? L’idea più immediata (e più conservativa) è stata quella di rimanere nello stesso ambito lavorativo, il web, ma di cambiare ruolo da programmatore a team leader. In fondo avrei così guidato altre persone, e avrei potuto coltivare la mia passione per l’arte nel tempo libero.

Ah! Avessi avuto allora gli strumenti di crescita personale che ho oggi, sarebbe stata tutta un’altra storia! Perché la verità è che ho SEMPRE voluto aiutare le persone a ESPRIMERE IL PROPRIO TALENTO, solo che quest’ultima parte la tenevo ben nascosta, perché mi sembrava ridicolo pensare di aiutare gli altri in quel modo, quando io per primo non stavo esprimendo il mio di talento. Ma almeno fu un primo passo nella direzione di un lavoro che mi piace davvero.

E così oggi, dopo 3 anni da quel piccolo grande primo passo e a oltre 20 da quella fatidica sera di terza media, eccomi qui a fare il lavoro che amo: il coach. E a farlo come piace a me: con creatività. Perché un’altra cosa che ho capito è che non sempre i talenti che possediamo si rivelano nel modo in cui pensiamo: a volte si presentano sotto altre forme, basta dare loro spazio e fiducia.

Conclusione

Quindi, qual è la morale della favola? Come lo trovi un lavoro che ti piace e che ti fa sentire realizzato? Ecco alcuni (s)punti chiave:

  1. Non esiste una formula magica per trovare il lavoro che ti piace, ma iniziare a seguire le proprie passioni, anche nel piccolo, è un ottimo primo passo.
  2. Per realizzarti nel mondo del lavoro devi fare ciò per cui hai passione e talento. Non c’è via di scampo (a meno che tu non voglia fare carriera rinunciando alla felicità: è una scelta).
  3. Di talenti ne hai eccome: devi imparare a dare loro spazio e accettare che, magari, si presentano in una forma che non ti aspetti.
  4. Più è chiara la visione che hai per la tua carriera (e la tua vita) e più in fretta troverai (o ti inventerai) il lavoro adatto a te. Io ci ho messo 3-4 anni, ma con una visione chiara ci vuole molto molto meno tempo 😉 (E in questo posso aiutarti).

Il lavoro non è tutto nella vita, ma è comunque ciò che determina una buona parte della tua felicità: fai un lavoro su misura per te, che ami e che ti lascia esprimere il tuo talento e la tua passione e ti sei già regalato una buona fetta di gioia e soddisfazione. Che inevitabilmente contagerà anche le tue relazioni personali e tutte le altre aree della tua vita.

Tocca a TE

Se sei alla ricerca del lavoro dei tuoi sogni ma non ti è ancora ben chiaro cosa vuoi o ti piace fare, o se sai cosa vuoi ma per qualche motivo ti sembra irraggiungibile CONTATTAMI per una sessione gratuita di ORIENTAMENTO ALLA VISIONE. Al termine della telefonata avrai una chiara visione di come potrai realizzarti nel mondo del lavoro e, credimi, di come questo cambierà la tua vita in meglio.

PS: se ti stai chiedendo che fine ha fatto la passione per l’arte, cerca @emanurenton su Instagram 😉

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