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Non voglio credere che siamo su questa Terra solo per pagare bollette e comprare cellulari

Sogno un Mondo fatto di Amore.
Amore per sé stessi, per gli altri, per la Vita stessa. Un Mondo dove ognuno è libero di esprimere la propria vera natura, e vivere la vita che il proprio cuore sta suggerendo. Vivere della saggezza del proprio cuore. Ah!

Pensa: non sarebbe magnifico vivere in un posto dove ognuno si sente sempre innamorato?

Ti assicuro che ci sarebbero zero guerre, zero conflitti, (quasi) zero litigi: ognuno sarebbe troppo impegnato a gustarsi la vita che, non ci sarebbe spazio per nient’altro.

Ecco: un Mondo d’amore sarebbe decisamente un Mondo rilassato, tranquillo, senza fretta.
Sai, quella fretta dettata dal fatto che devi correre dietro ai soldi per pagare le bollette, le stesse bollette di quella casa in cui non ci stai mai, perché sei fuori a lavorare per pagare le bollette. (cit. Dalai Lama)

Quanto senso ha inseguire qualcosa che non è quello che realmente vuoi, perché potrebbe aiutarti a raggiungere qualcos’altro che, non è comunque ciò che realmente vuoi?
Non avrebbe più senso spendere il tempo lavorando con amore alle proprie passioni?

Lo so, pensi che ti stia parlando di un’utopia, di qualcosa di impossibile da realizzare.

E magari è vero, magari è davvero un sogno impossibile; eppure questa utopia, questo sogno magnifico è la sola ragione per cui vivo. La sola idea che esiste una possibilità su un triliardo di creare un posto del genere, è ciò che mi dà la forza di andare avanti. Di alzarmi la mattina e scegliere di coinvolgere più persone possibili in questa visione. E alzarmi la mattina seguente e farlo ancora e ancora e ancora.

Perché non posso credere che siamo su questa Terra solo per pagare bollette e comprare cellulari. Non voglio credere che, in un sistema matematicamente e fisicamente perfetto come l’Universo, la sola ragione per cui siamo qui, è guardare la nostra vita passarci davanti agli occhi.

Io non so se esiste un Dio, se esiste qualcosa di più grande di noi. Non so se ci sono creature più avanzate da qualche parte, o un Matrix dove ci stanno solo controllando. Non so se la realtà esiste davvero, o se come dicono alcune teorie alla fine siamo solo energia che vaga nel vuoto cosmico.

Quello che so, è che SIAMO QUI E ORA e che abbiamo una scelta: continuare ad aspettare il momento in cui saremo morti, oppure prendere in mano la nostra vita e farne un capolavoro. Un’opera d’arte sublime, fatta di pura espressione di sé e delle proprie passioni, dove i colori sono i nostri talenti e la tela bianca ci permette di creare qualsiasi cosa, perché ci sono infinite combinazioni di colori, forme e possibilità.

Se hai letto fino a qui, è perché dentro di te la fiamma della Vita è ancora viva, e sta solo aspettando la scintilla dell’amore per iniziare ad ardere con forza. E allora, cosa sta contenendo quel fuoco? Cosa ci sta impedendo, a noi Umanità, di vivere in questo Mondo da sogno di cui ti ho parlato?

La paura dell’ignoto, di esplorare quelle parti dentro noi stessi che non conosciamo.

E perché ne abbiamo paura?

Perché per entrare nell’Ignoto bisogna passare attraverso il corridoio della Verità. E, come si dice: “La verità fa male”. 
Pensa se scoprissi, come me, di aver buttato via gli ultimi 20 anni, inseguendo qualcosa che non era realmente ciò che desideravi? 
Pensa se realizzassi di aver messo su famiglia, con un uomo o una donna, che in qualche modo sapevi già non fosse la persona giusta? Saresti capace di ammettere e accettare questa verità scomoda? Questo errore madornale?
Saresti in grado di accettare che le tue paure e insicurezze hanno guidato la tua vita fino ad ora? Perché diciamocela tutta: se non stai vivendo la vita dei tuoi sogni, vuol dire che in qualche modo paure e insicurezze ti stanno condizionando.

Però permettimi di dirti una cosa: la verità fa male, ma rende liberi. Quanto puoi ammettere a te stesso di non essere perfetto, di aver fatto errori pesanti, di aver sprecato anni di vita dietro a frivolezze. Quando puoi guardare in faccia il fatto di aver vissuto una vita al 10% per gli ultimi 30 anni, allora SEI LIBERO di entrare nell’Ignoto e metterti davvero in gioco, perché non c’è più niente che possa davvero spaventarti.

E la sai qual è la cosa più bella e paradossale? Che al di là dell’Ignoto, che ti fa così paura, non si nasconde altro che la vita che il tuo cuore ti sta chiamando a vivere.

Mi viene in mente l’attore Will Smith che, per il suo 50esimo compleanno, ha deciso di buttarsi con il paracadute. Will racconta della paura folle che aveva, delle notti insonni aspettando il fatidico momento. Delle gambe ghiacciate prima del lancio.
Ma appena fatto il salto nel vuoto, racconta che dentro di sé sente l’emozione più bella e forte della propria vita: la gioia che si prova quando si vola.

Quando si sceglie di voltare la schiena alla verità, si sta scegliendo di salire sull’elicottero, e poi di voltarsi e tornare a casa senza essersi buttati con il paracadute.
Si sta scegliendo di chiudere le porte alla gioia, di aprire le ali e di iniziare a volare.
Volare verso quel Mondo di Amore, gioia, soddisfazione e realizzazione personale nel quale tutti, in fondo, vorremmo poter vivere. E che tutti insieme possiamo costruire, prendendoci per mano e semplicemente fidandoci della saggezza del nostro cuore.

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Emanuele Fortunati
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Immagino un Mondo dove tutte le persone possano esprimere il proprio talento e vivere la vita dei propri sogni, perché non voglio credere che siamo su questa Terra solo per pagare bollette e comprare cellulari.
La mia missione è mostrarti come puoi usare le risorse che hai già dentro di te e fare della tua vita un sogno, e di ogni tuo sogno una realtà.

Come realizzarsi nel lavoro (senza sprecare 20 anni come me)

Ci ho messo più o meno 20 anni a trovare il lavoro che mi piace e che mi fa sentire realizzato, e tutto perché non ho mai avuto il coraggio di seguire le mie passioni, ma ho invece sempre optato per qualcosa che mi potesse garantire sicurezza e tranquillità.

O almeno: che pensavo mi potesse garantire sicurezza e tranquillità, perché di fatto la noia e lo stress di fare tutto il giorno qualcosa che non sentivo mio mi ha sempre spinto a cambiare, girare, lasciare per poi riprendere, abbandonare… con il solo risultato di alzare il livello di stress e abbassare quello di felicità.
Per non contare che nonostante le mie doti e il tanto duro lavoro io non abbia mai fatto una carriera decente, perché, per dirla diretta diretta, ho sempre remato contro me stesso. Solo che di tutto questo che ti ho scritto non me ne sono mai reso conto, almeno fino a 3 anni fa.

Un salto indietro nel tempo

Ma facciamo un salto indietro nel tempo: ultimo anno di scuole medie (20+ anni fa azz!). Iniziava quello che si chiamava orientamento alla carriera: una sorta di percorso per capire che studi intraprendere per, poi, fare un lavoro per il quale si fosse portati.

Non ricordo molto di quel percorso, se non che due aspetti di me fossero usciti in modo predominante: la voglia di esprimere la mia creatività (in particolare con l’arte e la scrittura) e il piacere di svolgere attività a contatto con le altre persone, meglio se potendole guidare o aiutare.

Ricordo di sentirmi davvero entusiasta perché, finalmente, erano usciti quei lati di me che più amavo, ma che avevo sempre un pò nascosto, per timore di non essere capito, o di essere messo nell’angolo (i bulli c’erano anche 20 anni fa).
Non vedevo l’ora di raccontarlo ai miei genitori. E lo feci di raccontare tutto, solo che la loro reazione non fu quella che mi aspettavo: nonostante fossero contenti per me, mi dissero chiaramente che con l’arte non si campa e che comunque non ero portato, e che di aiutare gli altri potevo sempre farlo nel tempo libero. Mi dissero che dovevo fare qualcosa per cui avevo talento, cioé buoni voti a scuola, e con la quale potevo fare una buona carriera. Purtroppo mi amavano così tanto da volermi proteggere da eventuali fallimenti e delusioni cocenti.

E io, che non ero mai stato un campione di coraggio, feci quello che ho sempre fatto: mi adeguai. E non tanto perché fossero i miei genitori, ma perché credevo davvero di non avere talento per l’arte e di non essere all’altezza di poter guidare o aiutare altre persone. E soprattutto perché non avevo ben chiaro cosa volessi davvero fare: amare la creatività e l’aiutare gli altri era troppo vago per poterci credere davvero. In fondo, mi sentivo quasi sollevato dal fatto che i miei genitori avessero scelto al posto mio.

Ma in realtà, avevo appena fatto lo sbaglio più grande della mia vita: avevo scelto di rigettare la mia vera natura, di chiudere in una cassaforte la voglia di esprimere chi sono e le mie passioni, avevo murato vivo il mio talento più grande.

Non c’è bisogno di descrivere i successivi 15 anni, bastano 3 parole per riassumerli: stress, collera, depressione.

Era come se sentissi un enorme vuoto dentro, che i successi lavorativi e i soldi non colmavano. E nemmeno una compagna e i figli. Quello che provavo era come quando si nuota contro-corrente: si fa tanta fatica ma non si va granché avanti.

Però ho stretto i denti, perché mollare avrebbe significato aver buttato via almeno 15 anni di vita; sarebbe stato come ammettere di aver sbagliato alla grande, quando scelsi di ripudiare le mie passioni.

E allora ingoia il boccone amaro e sorridi, sorridi ed ingoia, ingoia e sorridi, finché non c’è stato più niente da ridere perché la depressione ha preso il sopravvento: mi sono ritrovato senza più le forze per fingere di stare bene, e ho così dovuto lasciare il lavoro da programmatore, la squadra di calcio che allenavo, gli hobby. Quasi tutto il mio mondo insomma.

La svolta

Ma che tu ci creda o no, quello è stato il momento più importante della mia vita. Decisamente non il più bello, ma il più importante sì: ero arrivato così in basso che non avevo più nulla da perdere, ma tutto da guadagnare; finalmente avevo una scelta reale: potevo lasciarmi morire (sì, ci ho pensato), potevo rialzarmi e rimettermi a fare quello che avevo sempre fatto, oppure potevo CAMBIARE e lasciarmi guidare da quella parte di me che avevo ignorato per troppi anni.

Inutile dirti che se sono qui a scriverti è perché non ho mollato 🙂 Ma ho, invece, ascoltato quella piccola voce dentro di me che dopo quasi 20 anni ancora mi diceva la stessa cosa: creatività e guidare / aiutare gli altri.

Già, ma come? L’idea più immediata (e più conservativa) è stata quella di rimanere nello stesso ambito lavorativo, il web, ma di cambiare ruolo da programmatore a team leader. In fondo avrei così guidato altre persone, e avrei potuto coltivare la mia passione per l’arte nel tempo libero.

Ah! Avessi avuto allora gli strumenti di crescita personale che ho oggi, sarebbe stata tutta un’altra storia! Perché la verità è che ho SEMPRE voluto aiutare le persone a ESPRIMERE IL PROPRIO TALENTO, solo che quest’ultima parte la tenevo ben nascosta, perché mi sembrava ridicolo pensare di aiutare gli altri in quel modo, quando io per primo non stavo esprimendo il mio di talento. Ma almeno fu un primo passo nella direzione di un lavoro che mi piace davvero.

E così oggi, dopo 3 anni da quel piccolo grande primo passo e a oltre 20 da quella fatidica sera di terza media, eccomi qui a fare il lavoro che amo: il coach. E a farlo come piace a me: con creatività. Perché un’altra cosa che ho capito è che non sempre i talenti che possediamo si rivelano nel modo in cui pensiamo: a volte si presentano sotto altre forme, basta dare loro spazio e fiducia.

Conclusione

Quindi, qual è la morale della favola? Come lo trovi un lavoro che ti piace e che ti fa sentire realizzato? Ecco alcuni (s)punti chiave:

  1. Non esiste una formula magica per trovare il lavoro che ti piace, ma iniziare a seguire le proprie passioni, anche nel piccolo, è un ottimo primo passo.
  2. Per realizzarti nel mondo del lavoro devi fare ciò per cui hai passione e talento. Non c’è via di scampo (a meno che tu non voglia fare carriera rinunciando alla felicità: è una scelta).
  3. Di talenti ne hai eccome: devi imparare a dare loro spazio e accettare che, magari, si presentano in una forma che non ti aspetti.
  4. Più è chiara la visione che hai per la tua carriera (e la tua vita) e più in fretta troverai (o ti inventerai) il lavoro adatto a te. Io ci ho messo 3-4 anni, ma con una visione chiara ci vuole molto molto meno tempo 😉 (E in questo posso aiutarti).

Il lavoro non è tutto nella vita, ma è comunque ciò che determina una buona parte della tua felicità: fai un lavoro su misura per te, che ami e che ti lascia esprimere il tuo talento e la tua passione e ti sei già regalato una buona fetta di gioia e soddisfazione. Che inevitabilmente contagerà anche le tue relazioni personali e tutte le altre aree della tua vita.

Tocca a TE

Se sei alla ricerca del lavoro dei tuoi sogni ma non ti è ancora ben chiaro cosa vuoi o ti piace fare, o se sai cosa vuoi ma per qualche motivo ti sembra irraggiungibile CONTATTAMI per una sessione gratuita di ORIENTAMENTO ALLA VISIONE. Al termine della telefonata avrai una chiara visione di come potrai realizzarti nel mondo del lavoro e, credimi, di come questo cambierà la tua vita in meglio.

PS: se ti stai chiedendo che fine ha fatto la passione per l’arte, cerca @emanurenton su Instagram 😉

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Emanuele Fortunati
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